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Corpo Volontari Vigili del Fuoco

di Martedì, 29 Aprile 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 10 Novembre 2014
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Da oltre cento anni il corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Cagnò svolge la propria attività, e non vi sono parole sufficientemente chiare che possano esprimere la gratitudine per l’impegno profuso da tutti i comandanti e dai singoli componenti del corpo a favore della collettività in cui viviamo. 

Indirizzo
Via della Fontana n. 10
CAP
38028
Telefono
0463/432145
Referente
Paternoster Michele
Ruolo del referente
Comandante
Scheda

L’amministrazione comunale, conscia dell’importanza dell’attività del corpo dei Vigili del Fuoco Volontari, ne ha sempre sostenuto finanziariamente l’attività, erogando i contributi, ad integrazione di quelli concessi a  livello provinciale, necessari per l’acquisto delle attrezzature. 
L’impegno finanziario assunto ha indubbiamente avuto un positivo riscontro, in quanto attualmente l’attrezzatura in dotazione del corpo è di tutto rispetto: la sede è decisamente idonea all’attività da svolgere e conforme alle esigenze, ed i componenti del corpo possono svolgere la loro attività di pronto intervento e prevenzione autonomamente senza dover dipendere da aiuti esterni, con notevoli vantaggi in termini di celerità ed efficienza.
La fornitura dell’attrezzatura sarebbe comunque inutile se non vi fosse l’impegno disinteressato dei volontari da sempre disponibili a svolgere compiti spesso pericolosi e non sempre gratificanti, a favore della collettività non solo di Cagnò.
Oggi, come cento anni fa, la capillare struttura dei VV.FF. del Trentino consente di poter contare, per qualsiasi tragico evento, e non solo nel settore dell'antincendio, su una catena umana di primo intervento di vitale importanza. La presenza sul territorio della rete di volontariato dei VV.FF. rappresenta un punto di riferimento sicuro, costantemente aggiornato, immediatamente reperibile e quindi in grado di accorciare tempi e distanze, di semplificare anche i più artificiosi e dotti piani d’intervento, specialmente in caso di per pubbliche calamità.
L’organizzazione interna del corpo è adeguatamente regolamentata al fine di garantire trasparenza e legittimità nelle procedure e nelle decisioni da assumere, sia per quanto riguarda la distribuzione delle cariche che per quanto riguarda i compiti da svolgere da parte dei vari componenti.
Un dato molto importante su cui riflettere è l’età relativamente giovane dei componenti del corpo. Tale caratteristica dimostra un attaccamento anche delle giovani generazioni al servizio altruistico, di vitale importanza per la crescita personale del singolo e per il sentirsi membri attivi della società, in netto contrasto con il preoccupante dilagare dell’individualismo e dell’interesse privato quale esito della mercificazione di ogni cosa secondo le teorie economiche dominanti. L’attività futura dei VV.FF. di Cagnò presenta quindi buone prospettive ed è intenzione dell’amministrazione comunale, per quanto di sua competenza, agevolarne lo sviluppo.
Dal Registro dei verbali del Corpo Pompieri di Cagnò (sono conservati verbali dal 1900 al 1955), risulta che il “Corpo di Pompieri volontari comunali fu ricostituito il diciannove marzo del novecento”. Evidentemente un corpo di volontari era stato attivo anche in precedenza, poi sciolto. 
I primi volontari che conosciamo sono comunque quelli del 1900: Giuseppe Dallao, Giovanni Endrizzi, Marco Dalpiaz, Valentino Mattevi, Massimiliano Mattevi, Cesare Paternoster, Luigi Paternoster, Isidoro Preti, Massimiliano Preti, Carlo Zambiasi, Celeste Zambiasi, Nicolò Pedri, Mario Pedri, ed il loro istruttore Mario Preti.

All’avvio ci furono, notevoli difficoltà: il Comune approva lo Statuto quasi subito, già il 16 aprile 1900, ma cadono nel vuoto le suppliche rivolte a S. Maestà l’Impertatore, all’Arciduca d’Austria, al Principe ereditario e al Luogotenente del Tirolo, per “la provvista di un’uniforme di parata e gli attrezzi mancanti”. Solo il Luogotenente interviene nel luglio con una sovvenzione per l’acquisto degli attrezzi per l’estinzione degli incendi. Più avanti la Giunta provinciale tirolese stanzia un forte contributo ed in seguito l’Arciduca Eugenio fa un’altra elargizione di 50 corone, mentre a fine anno intervengono alcuni privati, compresi il curato. Il Registro segnala poi altre elargizioni, dell’Imperatore in persona, dell’Arciduca d’Austria e di concittadini di Cagnò emigrati in Colorado (USA). 
Finalmente il 7 luglio del 1901 grande festa quando “vennero imprimati gli uniformi di gala” con il concorso dei pompieri di Cis e di Revò, ed i membri onorari del Corpo. L’assicurazione alla Cassa di Sovvenzione fra i Corpi del Trentino viene sottoscritta il 9 settembre del 1901. 
A novembre viene nominato membro onorario un casaro di Rabbi “per aver donato una pezza di formaggio”.
L’attrezzatura consisteva generalmente (traiamo questi dati da uno studio di Marco Zeni) in pompe da incendio, carri da trasporto, tubi di tela, sacchi, scale, tele da salvataggio ed idranti.
 Nel 1908 viene costituita la Federazione dei Corpi Pompieri volontari del Trentino. I verbali danno conto di nuovi ingressi e di uscite dal Corpo, mentre nel 1914 si lamenta “la mancanza di pompieri che sono stati chiamati in guerra”. Non mancano dissidi e questioni interne. 
Nel 1902 si discute sui “lagni più volte espressi riguardo ai cantori” ed il Comando è costretto a precisare che “il canto non è incompatibile col’arte pompieristica; il riposo e lo svago è permesso a chiunque”. 
Più seria la questione sorta nel 1927, quando13 volontari si appellono al “benemerito comandante” lamentando i “gravi disordini che succedono nel nostro corpo” e chiedendo “assolutamente la firma del capo”. 
Nei verbali si leggono anche notizie liete: le gite, i balli. Gli orari del ballo erano intensi: dalle 7,00 alle 12,30 ballo, dalle 12,30 alle 13,00 riposo e quindi ripresa fino ad ore tarde; minuziose le prescrizioni per i biglietti d’ingresso, per la distribuzione di bevande e cibi, per i direttori del ballo. 
Nel 1946 il corpo viene ricostituito, in parte con gli anziani (Orlando Negherbon, Giorgio Pedri, Luciano Facinelli, Giuseppe Preti e Giuseppe Paternoster) in parte con le nuove adesioni (Massiminio Paternoster, Silvio Negherbon, Umberto Paternoster, Ruggero Preti e Lino Mattevi).
I verbali indicano puntualmente le uscite per istruzione, per manovra e gli interventi per “spurgare le fontane”.

Comandanti sono stati: Giovanni Endrizzi, Umberto Bolego,Giuseppe Pedri, Giuseppe Paternoster, Giorgio Pedri, Orlando Negherbon, Virginio Mattevi, Primo Negherbon, Giuseppe Dalpiaz, Mario Preti ed attualmente Ivan Dalpiaz.

Foto: 

Caserma Pompieri attuale 

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Corpo VVF storico 

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Caserma Pompieri vecchia 

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